mercoledì 11 giugno 2008

Tazz Oz e il Toblerone perduto.

Il vento spazzava le vie di Chicago fuori dal dinner. Tazz Oz sedeva al banco e mangiava una bistecca. La fredda notte dell'Illinois stava avvolgendo la città, quando entrò Amanda, la pupa del Tazz.
"Tazz, ti stavo cercando. E' successa una cosa terribile." Disse.
Il Tazz posò le posate sul banco e la squadrò, soffermandosi sul medaglione col teschio che portava al collo, ed attese che lei continuasse.
"Mammina ha dichiarato il proibizionismo."
Il Tazz distolse la sua attenzione da lei e si dedicò a finire la bistecca, non prima di aver chiosato sarcasticamente: "Me l'aspettavo, temevo che la cattiva notizia fosse un nuovo convegno sull'interculturalità senza buffet".
Lei gli lanciò un'occhiataccia e tornò sui suoi passi. Il Tazz non se ne preoccupò, con le pupe ci si comporta a questa maniera, ne vanno pazze.
Paol, il gestore del dinner, prendendo il piatto vuoto, gli disse: "Tazz, devi stare attento a non tirare troppo la corda."
Il Tazz gli sorrise e gli rispose: "Paol, amico mio, le piace essere maltrattata. Arrivo a dirti che non è l'unica, anzi, scommetto dieci bigliettoni che entro la fine del secolo, in Italia faranno una canzone al riguardo."
Paol si mise a ridere e si grattò la pappagorgia irsuta. "Vecchio mio, dovresti fare scommesse verificabili, alla fine del secolo saremo morti da decenni."
Il Tazz scartò una sigaretta di cioccolato e gli disse: "Lo sai che scommetto per la gloria, non per i soldi."
"Lo so, lo so. Comunque dai, poverina, ha preso mezza giornata per cercarti."
Pagò la cena, salutò Paol ed uscì.
Mentre si dirigeva a casa, pensò a Paol. Si conocevano da una vita, erano cresciuti nello stesso paese di campagna, Ruthingtown prima di trasferirsi a Chicago. Il Tazz era diventato un investigatore privato, mentre Paol aveva iniziato a lavorare come cameriere e poi era riuscito a rilevare un dinner in città. Ma la sua passione era la scrittura. Gestire il dinner gli permetteva di dedicarsi alla sua passione e gli forniva molteplici spunti con le storie che ascoltava dai suoi clienti. E poi fare il cuoco gli piaceva. La sua specialità era un involtino di carne al forno che serviva caldissimo, col sugo che bolliva. Una bimba un giorno, osservando divertita le bolle del sughetto cominciò ad esclamare "BLOG!" e lui le dedicò la specialità, chiamandola Blog rollè. Tutti amavano il Blog rollè di Paol. Ma la cosa che rendeva speciale il dinner di Paol erano le sue storie. Quelle che raccontava, a volte ispirato da quelle degli avventori. Era diventato piuttosto celebre ed il Tazz era contento di averlo ritrovato nella metropoli.
Il Tazz entrò in casa ed accese la radio. Ascoltò del jazz attendendo che andasse in onda il bollettino con le notizie. Quanto aveva detto Amanda era vero, il governatore aveva imposto il proibizionismo sul cioccolato. La cosa era nell'aria, il consumo spasmodico da parte della popolazione aveva raggiunto livelli di guardia da quando, poche settimane prima, il magnate brasiliano Porzao de Toblerao, si era stabilito in città ed aveva fatto dono alla popolazione di ingenti quantità di cioccolato prodotto dai suoi stabilimenti. Il governatore Mammina, come lo chiamava il Tazz, era un farabutto e lo sapevano tutti in città. Era coinvolto in loschi traffici e legato alle famiglie mafiose, controllava tramite un sindacato corrotto le attività della città e non vedeva di buon occhio l'arrivo di Porziao. Il tycoon del cioccolato era il prototipo  del multimiliardario buono: benefattore generoso e membro irreprensibile dell'alta società, si impegnava per la pace nel mondo e per la giustizia sociale facendo pressione sui governanti del mondo. Inoltre era mecenate e si impegnava per la felicità della gente producendo cioccolata. Era ovvio che Mammina non potesse rimanere inerte.
Il telefono squillò. Il Tazz alzò la cornetta aspettandosi di sentire la voce di Amanda Rack che si scusava per averlo portato ad un noioso convegno per giunta non corredato da buffet, invece con sua sorpresa la voce al telefono era diversa.
"Il signor Oz?" Disse la voce.
"Sì, pupa, chamami pure Tazz."
"Signor Oz, sono Miss Platessa, la segretaria del dottor de Toblerao. Il dottore desidera vederla domattina. E' disponibile?"
"Sì, certo, sarò alla Toblerone Tower alle 9 in punto."

L'indomani il Tazz si recò al grattacielo dove aveva sede la filiale statunitense dell'impero economico di de Toblerao. Era un grattacielo magnifico, un giallo prisma a base triangolare che ricordava il più buon cioccolato mai prodotto. Quando il Tazz fu introdotto al cospetto di de Toblerao si trovò in soggezione. Toblerao era un uomo alto, slanciato, di bell'aspetto. Ricchissimo e molto colto era purtuttavia famoso per essere modesto.
De Toblerao, dopo le presentazioni, andò subito al dunque.
"S'è chiesto come mai mi sia stabilito a Chicago, invece di rimanere a Rio?" Chiese.
"Perchè non hanno ancora inventato il tanga?" Azzardò il Tazz.
"Perchè in questa città la gente è resa infelice dal governatore che bada ai suoi loschi affari." Disse de Toblerao ignorando la provocazione.
"Allora dovrà trasferirsi al più presto in Italia" Lo interruppe il Tazz.
"Mister Oz, non mi interrompa! Per l'Italia ci vuole Superman, io non ho ancora i superpoteri, magari nella prossima storia sì, ma adesso sto a Chicago perchè quello lì vuole scrivere un noir." Sbottò de Toblerao, facendo irritare l'autore per aver svelato i suoi piani.
"Ad ogni modo come avrà saputo, il governatore ha imposto il proibizionismo sul cioccolato"
"Già." Grugnì il Tazz e la rabbia unì i due eroi empaticamente.
"I miei avvocati sono certi di poter ottenere dalla Corte Suprema l'annullamento del provvedimento nel giro di una settimana: sette sono repubblicani e due sono democratici, ma hanno tutti i trigliceridi alle stelle, quindi sono dalla parte del cioccolato, però il governatore ha rubato l'ingrediete segreto per la preparazione del Toblerone."
"Come c'è riuscito?" Chiese il Tazz sobbalzando nella poltrona.
"Non lo scopro certo io che Mammina controlla il sindacato degli autotrasportatori. Il camion che trasportava l'ingrediente segreto è sparito. Lei lo deve trovare, altrimenti la produzione di Toblerone dovrà arrestarsi per mesi ed il Nordamerica ne rimarrà sfornito."
"Non può  farsene spedire dell'altro?" Chiese il Tazz, preoccupandosi.
"Vede, l'ingrediente segreto non può viaggiare per via aerea, le ferrovie dell'America centrale sono poco sicure, e facendolo arrivare per nave in questa stagione ci metterebbe troppo. Lei deve trovarlo. Si trova in un contenitore prismico, come un toblerone, solo più grande."
"Capisco, accetto il caso. Mi metto immediatamente al lavoro." Disse il Tazz alzandosi.
Mentre usciva, de Toblerao aggiunse: "Ah, e uscendo non faccia il cascamorto con Miss Platessa."
Il Tazz sorrise e capì che de Toblerao non stava scherzando. 
Nell'ascensore il Tazz pensò che avrebbe fatto bene a prendere ad Amanda la nuova macchina fotografica  che le piaceva tanto. Amanda Rack, la sua donna, lavorava da Paol. L'aveva conosciuta lì, grazie al suo vecchio amico. Paol aveva rilevato da poco il locale ed era una delle prime volte che il Tazz cenava lì dopo esserci passato per caso una prima volta. Amanda fece cadere un  pupazzo raffigurante un maiale dalle mani di Paol che stava intrattenendo dei bambini con una delle sue storie ed il Tazz notò come una ragazza così goffa avrebbe ben presto costretto il Paol a prendere dei nuovi piatti. Galeotto fu il maiale. Da allora avevano preso a frequentarsi. Il Tazz aveva scoperto che era appassionata di fotografia e che soffriva la macchina. Aveva scoperto anche che la macchina soffriva lei, difatti con un'abile manovra di parcheggio danneggiò la sua macchina, una volante della polizia, nonchè un idrante incautamente posizionato dove lei voleva parcheggiare ed un cartello stradale. Ah, ma fu il cartello stradale a buttarsi sotto.

Il gelido vento del lago lo investì appena fuori dal grattacielo, destandolo dai suoi pensieri. Il Tazz pensò che sarebbe stato meglio affrettarsi verso il fotografo, altrimenti avrebbe cominciato a nevicare e non sarebbe stato bello trovarsi per strada.
Vicino al locale di Paol c'era un fotografo, il Tazz parcheggiò nelle vicinanze ed entrò nella bottega. L'odore penetrante degli acidi lo stordì quasi. Al banco non c'era nessuno, ma il Tazz sentì delle voci provenire dal retrobottega: "Vi prego, adesso andate via, ci sono clienti. Ho fatto come avevate chiesto lasciatemi in pace per carità."
Il Tazz udì il rumore dei passi che venivano verso di lui e fece finta di guardare la vetrina dall'interno in modo di dare le spalle agli individui che uscivano. Sempre facendo finta di osservare le vetrine, vide i due. Li riconobbe: erano due tirapiedi del governatore. Il Tazz si rivolse allora al fotografo e gli chise cosa fosse successo, ma non riuscì ad ottenere alcuna informazione utile. Prese la macchina fotografica e si recò al Lincoln Park per incontrare Brian, uno dei suoi informatori.
Lo trovò intento a leggere il giornale su una panchina. Gli si avvicinò e senza farsi notare gli si sedette accanto. "Sarà mica lì che trovi le notizie che mi vendi, vero?" Esordì.
Brian imperturbabile rispose: "Macchè leggevo la cronaca della partita: abbiamo nuovamente perso contro i Packers."
"Cosa sai dirmi riguardo a un furto ai danni di de Toblerao?" Chiese.
"Mammina non ama che si ostacolino i suoi disegni, lo sai bene."
"Qui c'ero arrivato da solo, sono un detective, ricordi?"
"Pare che qualcosa di proprietà di de Toblerao sia stata trafugata ier pomeriggio. E' qualcosa di prezioso, non l'hanno nascosta nei magazzini di Salieri. Non so dirti dove, ma a quanto si capisce è sotto gli occhi di tutti."
"Sai dirmi almeno chi l'ha nascosta?" Incalzò il Tazz.
"Mah, no. Qualcuno che gode della fiducia di Mammina, che ricopre un incarico di alto rango nell'organizzazione. Posso dirti però che Devin lo svelto e Kyle l'ubriaco si occupano della sorveglianza."
"Mi sei stato utile, a buon rendere Brian." si congedò il Tazz.

Quando entrò da Paol, Amanda fu sorpresa: vedere il Tazz con un regalo inaspettato era cosa piuttosto rara. Fece finta di non esserlo.
"Pensavo non mangiassi qui, oggi. Hai fatto tardi" Disse.
"Ho avuto una mattinata piena." Replicò il Tazz, e porgendole il pacco, aggiunse: "Ciò nonostante... Cara ti amo."
Amanda scartò il regalo e quando vide la macchina fotografica dei suoi sogni, disse: "Mi sento confusa."
Il Tazz, che non era scemo la prevenne: "Vorrai mica stare un po' da sola?"
Paol intervenne prima che la situazione potesse degenrare e li interruppe: "Che bella sorpresa: ci scriverò una storia."
"Paol, mio buon amico, puoi dare una mezza giornata libera ad Amanda? Mi serve qualcuno che sappia usare quell'affare."
"Ok, ma poi basta per questo mese, sono già due volte questa settimana." Rispose Paol, grato per aver avuto uno spunto sul quale esercitare la sua arte.

"Io mi pensavo che fosse una scusa, quella della foto, che volessi suggellare questo splendido pensiero con una cenetta romantica. Invece eccoci in macchina a notte fonda appostati a prendere freddo."
"Abbassa la voce, non voglio che ci senta tutto il quartiere." Rispose il Tazz ingollando l'ultima sigaretta di cioccolata. Se la sua intuizione non si fosse rivelata esatta, avrebbe dovuto andare avanti a sigarette di cioccolata di contrabbando di pessima qualità. Il pensiero di mesi  e mesi senza Toblerone lo fece rabbrividire.
Amanda se ne accorse e lo strinse a sè. Raschiandolo con gli orecchini col teschio.
Mentre il Tazz imprecava i santi in silenzio, udì il rumore di un'auto. Era la stessa auto che aveva inghiottito la mattina Kyle e Devin davanti al fotografo.
Erano tornati. Il Tazz si sentì pizzicare il naso. Il naso gli pizzicava sempre quando il puzzle si ricomponeva. Ed il naso non gli pizzicava tanto da quando si era piantato nel petto sudato del coach della squadra di pallacanestro del college.
"Scatta." Disse ad Amanda, che prese a fotografare i due figuri che entravano nella bottega del fotografo.
Il Tazz scendendo dall'auto disse ad Amanda: "Vado a dare un'occhiata da vicina, tu sta' pronta a fuggire e cerca di non demolire l'auto uscendo dal parcheggio."
Amanda si mise al sedile del pilota meditando di lasciarlo a piedi.
Il Tazz attraversò la strada ed entrò nel vicolo adiacente il negozio del fotografo e si avvicinò alla porta sul retro. Con la mano ben salda sulla fondina, si mise ad origliare e sentì che nel magazzino venivano spostate delle casse. Temendo che stessero cambiando nascondiglio, raggiunse la macchina dei malviventi e staccò dei cavi a caso. Si guardò circospetto attorno e guadagnò la macchina dove Amanda lo aspettava. Le disse di prepararsi per scattare altre foto quando i malviventi sarebbero usciti. Devin e Kyle non si fecero attendere molto ed uscirono dal fotografo portando un grosso prisma a base triangolare. Il naso del Tazz prese a pizzicargli talmente forte che fu sul punto di starnutire. Caricarono il prisma in macchina ma non riuscirono a mettere in moto. Il Tazz ed Amanda videro i due riportare il prisma nel negozio e partirono.
Lasciata Amanda a casa, il Tazz si diresse alla residenza di de Toblerao. Il quale per nulla contento di esser stato svegliato nel cuore della notte, ascoltò quanto detto dal Tazz:
"Mi spiace averla svegliata, ma dobbiamo fare in fretta. Nella macchina ci sono le prove, so dove si trova l'ingrediente segreto, ma potrebbero spostarlo. Non c'è tempo per sviluppare le foto."
"D'accordo, chiamo i miei uomini." Disse de Toblerao.

Un'ora dopo il Tazz e gli uomini di de Toblerao si trovavano all'interno del negozio del fotografo.
Cercarono in fretta in ogni dove, il tempo stringeva. Dopo tutto erano entrati scassinando la porta sul retro, bisognava fare in fretta. Il Tazz disse agli uomini di concentrare le ricerche nella zona da dove gli pareva di aver udito i rumori quando erano entrati Kyle e Devin e difatti, dopo poco trovarono l'inconfondibile scatolo, nascosto dietro degli imballaggi di cornici.
Mammina era stato sconfitto, il Toblerone aveva trionfato nuovamente.

2 commenti:

Ser Vlad ha detto...

Idea SPETTACOLOSA!!!
Leggerò questi post uno dopo l'altro..
Sono ufficialmente un nuovo fan!

Strega Bugiarda ha detto...

Vado di corsa, mi sono iscritta... ma torno per leggere... ad una prima occhiata è "superbe"
Un sorriso